CASO COSENTINO – DICHIARAZIONE DI MAURIZO TURCO, DEPUTATO RADICALE, MEMBRO DELLA GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI

“Oggi purtroppo ancora una volta nulla si precisa e si contesta che alla mia lettura appaia penalmente rilevante come tale all’on. Cosentino, allo stato dei fatti e degli atti ritengo che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega a me pare infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis, se si fa sforzo di serietà e omaggio alla legge.

Colgo l’occasione per rivolgere a Roberto Saviano un auspicio al grande contributo di lettura e conoscenza che ci può sicuramente venire dalla sua attenzione anche a questo momento della vita parlamentare e della giustizia, temi sui quali noi radicali gli facciamo grande fiducia.”
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Dichiarazione di voto di Maurizio Turco, membro della Giunta per le autorizzazioni,
sulla richiesta di arresto dell’On. Nicola Cosentino

Il contesto ed il testo nel quale maturano le accuse rivolte al collega Cosentino fanno riferimento all’esistenza, storicamente accertata e giudiziariamente cristallizzata, del gruppo camorristico denominato ‘clan dei Casalesi’.

La natura, la struttura, i protagonisti e le dinamiche del ‘clan dei Casalesi’ sono state approfonditamente delineate nelle sentenze conclusive e definitive dei processi denominati Spartacus 1 e Spartacus 2, oltreché nel saggio “Gomorra”.

Sia le citate sentenze, sia il noto saggio, prendono in esame ed approfondiscono un lungo arco temporale di vita dell’associazione criminale di Casal di Principe, p aese nel quale è nato ed ha lungamente vissuto l’on. Cosentino. Ciò nonostante e sino al 2005, cioè sino a quando l’on. Cosentino non ha ricoperto un ruolo politico di livello nazionale, le strade del clan dei Casalesi e dell’on. Cosentino non si sono mai, neppure per sbaglio, incrociate. Nessuna traccia nei procedimenti e nei saggi.

Oggi l’on. Cosentino viene accusato di condotte che non hanno, in sé, a alcun rilievo penale e delle quali l’on. Cosentino ha fornito ampia ed esaustiva spiegazione nelle memorie depositate presso questa commissione e che, se vorrà, mi incaricherò di rendere pubbliche.

Gli inquirenti prima ed il GIP poi, vestono queste condotte di rilevanza penale in relazione alla circostanza per la quale l’on. Cosentino sarebbe addirittura il referente politico nazionale del Clan dei Casalesi; affermazione questa che però appare essere del tutto apodittica e slegata da qualsiasi accertamento concreto di un qualsivoglia fatto specifico.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che svolgono chiamate di correo nei confronti del collega, senza peraltro attribuirgli mai fatti concreti specifici, oltre a non essere supportate da alcun riscontro obiettivo ed individualizzante- per quanto emerge dalla stessa lettura dell’ordinanza di custodia cautelare – appaiono essere in diversi punti platealmente smentite da dati storicamente accertati di segno assolutamente diverso.

Ritengo pertanto che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega sia infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis.

Maurizio Turco

 

ps: Ho voluto condividere l’opinione di un illustre uomo politico italiano da tempo impegnato nell’ambito della giunta per le autorizzazioni a procedere. Un punto di vista obiettivo non di un solo uomo, ma di un movimento (storicamente schierato a sinistra) che vede in tutto ciò soltanto un moto persecutorio. I Radicali, pur essendo stati eletti nelle liste del Pd, procedono coerentemente su una linea garantista che ha caratterizzato il movimento in tutte le loro battaglie e non si prestano, come altre branche della sinistra italiana, a insensati festeggiamenti pur di veder soccombere l’altra parte politica, fregandosene del proprio ideale. Un uomo che si occupa degli affari della Polis, non può mai esultare quando la politica viene sconfitta da altre forze non rappresentative. Per quanto riguarda la mia opinione in merito, che forse già traspare da quanto sopra ho accennato, credo che questa sia l’occasione giusta (e le spese le pagherà l’On.Cosentino a mo’ di martirio) per poi dimostrare la fondatezza o l’infondatezza delle azioni avanzate da parte della Magistratura italiana.  Per concludere, attingendo ad altre fonti di Sinistra, vorrei citare Fabrizio De Andrè, vicino ai movimenti Libertari che possono essere collocati, volendo, in un universo Radicale, ma in stile più americano proprio dei Libertarian, molto vicini all’ideale anarchico.

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Tutti morimmo a stento
ingoiando l’ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumar la luce.
L’urlo travolse il sole
l’aria divenne stretta
cristalli di parole
l’ultima bestemmia detta.
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un’ora.
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l’antico credo 
di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta
e l’estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull’ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch’egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria.
Coltiviamo per tutti un rancore 
che ha l’odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamamo dolore
è soltanto un discorso sospeso.

E ancora, stando al grande Faber[...] Giudici eletti, uomini di legge 

noi che danziam nei vostri sogni ancora 
siamo l’umano desolato gregge 
di chi morì con il nodo alla gola.  

Quanti innocenti all’orrenda agonia 
votaste decidendone la sorte 
e quanto giusta pensate che sia 
una sentenza che decreta morte? [...]

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E ora, dopo questo mio segnale, scatenate pure l’inferno.

Commenti
  1. Roberto Verrengia scrive:

    Ciao Claudio, dato che questo post è arrivato anche sulla mia bacheca, ti porto a conoscenza anche del mio pensiero in merito. Senza ombra di dubbio alcuno, il pensiero (anzi, pubblica espressione) di chi ha avuto possibilità di accesso agli atti contenenti le imputazioni va preso in seria considerazione prima ancora che essere rispettato come “semplice parlato altrui”. Ritengo che in tal caso il sistema di pubblica denunzia (stampa, inchieste mediatiche, sentimento popolare ecc.) debba approfondire la questione con “estrema serietà” sussistendo di fatto, in tale dichiarazione, il dubbio che un innocente sia oggetto di “abuso di potere” sottoforma di persecuzione giudiziaria. Tuttavia, ritengo importante anche valutare bene il termine “custodia cutelare”, la cui etimologia dice tanto e niente. Premesso che non sono ne avvocato, ne dottore in legge, ne studente e/o appassionato di tali materie, leggo di tale termine “una complessità” che apre a diverse considerazioni. Ad esempio, mi è sembrato di capire che a volte la custodia cautelare si rende necessaria in quanto unico strumento, in quel caso specifico, per evitare inquinamento di prove (e non solo da parte del reo, ma anche da parte di chi possa fare pressioni su di un presunto reo), ovvero a volte si ritiene necessaria tale misura anche per “dimostrare l’innocenza” di un imputato (più persone indicano tizio come autore di un reato penale; io lo ascolto e, mentre riscontro l’intero capo di accusa, lo tengo al sicuro da turbative esterne; riscontrata la sua innocenza, cessa l’esigenza di custodia cautelare se si possono escludere ragionevolmente dubbi circa l’incolumità del presunto reo, che va comunque assolto con sentenza – citando un caso mediatico, quello di Meredith, Lumumba è stato “custodito cautelarmente” al fine di accertare la sua innocenza… una sola telefonata e/o comportamento frainteso, se l’avessero lasciato in libertà, tipo scappare impaurito di essere il negro cattivo assassino, poteva essergli fatale… il tutto senza nessun voto salvatorio). Ora una rilfessione. Un cittadino, in quanto tale, non puo’ usufruire dell’autorizzazione a procedere; quindi questo puo’ essere visto come “inconveniente o rischio del mestiere” del cittadino comune. Così come il rischio del mestiere del faleganme è auto-amputarsi un braccio, quello del metalmeccanico di schiacciarsi la mano sotto la pressa, quello di un carabiniere di essere processato per violenza e poi assolto, ecc.. Il rischio di un parlamentare, e di un politico in generale, è quello di ritrovarsi immischiato per caso in alcune pericolose congetture. Concludendo, e scusandomi della lungaggine, il succo del mio pensiero. Premesso che si potrebbe dimostrare che ci sono tanti magistrati “rossi” quanti “neri”, i magistrati facciano i magistrati (e nessuno li privi di tale potere), i parlamentari facciano i parlamentari (e si accollino il rischio di tale mestiere), gli avvocati facciano gli avvocati (dimostrando l’innocenza degli innocenti, possibilmente), e noi comuni cittadini non facciamo processi a casa (altrimenti rischiamo di incappare nel “paradosso dello zingaro”: la giustizia italiana è troppo garantista dato che non riesce a mettere dentro lo zingaro violentatore con prove schiaccianti, ma allo stesso tempo non è garantista verso i deputati perchè riesce a metterli dentro senza prove). Ovviamente, se la mia “lettura” della custodia cautelare è errata, mi scuso anticipatamente con gli “addetti” ai lavori che certamente interverranno a meglio chiarire il concetto. Nella speranza di non aver urtato la sensibilità di nessun lettore, ti saluto rinnovandoti la mia stima. Roberto Verrengia.

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